Il videogioco che ha reso la donna…cieca!

Quando, presa dal panico non vedendo quasi più niente da un occhio, la donna si è rivolta ai medici, questi hanno ipotizzato che la probabile colpa del fatto fosse proprio nell’eccessivo utilizzo dello smartphone.

Wu Xiaojing, pseudonimo di una ragazza ventenne di origini cinesi, ha una routine giornaliera del tutto particolare nei giorni Off dal lavoro.

Il gioco in questione porta il nome di Honour of Kings, molto in voga tra i giovani in Cina.

Wu Xiaojing, appassionatissima di questo multiplayer per smartphone, organizza cosi la sua giornata:

  • sveglia alle 6.00
  • colazione
  • gioca ininterrottamente fino alle 16
  • mangia qualcosa
  • pisolino
  • continua il gioco fino alle 1/2 di notte

Ciò che l’ha resa famosa pero, non è la sua dipendenza dal gioco per smartphone, ma il fatto che, proprio questa sua dipendenza le ha fatto perdere la vista da un occhio.

Lo scorso 1 Ottobre, giorno di festa, deve aver decisamente esagerato con il videogioco, tanto da giocarci un intera giornata ed essere portata poi all’ospedale di Nancheng dopo essersi accorta di non vedere più niente da un occhio.

Diagnosi: Occlusione dell’arteria retinica, fenomeno facilmente riscontrabile nelle persone anziane.

Secondo quanto dichiarato da uno specialista dell’ospedale a un giornale locale, la causa del disturbo sarebbe da ricercare proprio nel «gioco eccessivo» con lo smartphone anche se, non tutti i medici sono d’accordo;

Il dottor David Allamby, direttore di una clinica oculistica di Londra, intervistato dal Daily Mail ha dichiarato che le possibilità che sia stata proprio l’intensa attività videoludica della donna a causare l’occlusione sono «scarse».

Più probabile che le cause, siano invece da ricercare in una qualche malattia cardiovascolare non diagnosticata, anche se la correlazione tra l’emicrania e l’occlusione dei vasi sanguigni della retina, è stata rilevata.

Solo nel caso – spiega il dottor Allamby – in cui il videogioco abbia causato emicrania alla donna si può ipotizzare un collegamento tra la sua passione e quanto le è capitato.

Qualunque sia la causa, si può dire che… quando è troppo, è troppo!

Non bisognerebbe mai esagerare, ma riuscire a mediare con il tempo dedicato alle nostre passioni, abitudini o passatempi piacevoli in modo tale da non farle mai diventare dipendenze che letteralmente possono recarci gravi danni, fisici e mentali.